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“Il collega”


Immaginatevi una tranquilla e scialba cittadina di provincia svizzera sdoppiata dal bilinguismo franco-tedesco.
Immaginatevi un disoccupato naif e disincantato, continuamente a cavallo tra una inferocita voglia di poter “ decidere se prendere parte o meno a ciò che gli accade attorno” e un senso di colpa che lo porta ad allontanarsi e a emarginarsi dal resto della società che lo circonda, ossessionato da quello che la gente potrebbe pensare della sua condotta e del suo stile di vita.
Immaginatevi ora un altro disoccupato, forse più vecchio, più maturo, sicuramente più deciso a lottare contro una società nella quale non si ritrova, un outsider per scelta, un leader che con il suo carisma e la sua cultura ha saputo trascinare con sé altri lavoratori dell’Alpha “un’industria solida e di antiche tradizioni”…
Essenzialmente “Il collega” è la storia di una vita, di un‘amicizia che, nata nel “reparto di spianatura” di una fabbrica svizzera, è cresciuta sopravvivendo a licenziamenti collettivi, a chiusure e fallimenti, scontrandosi con una società ipocrita e “bacchettona”, scavalcando infine anche il limite estremo della morte.
Con le sue battute al contempo sentenziose e pacate, l’enigmatica figura del collega accompagna Grief, in un viaggio che perde progressivamente ogni riferimento e consequenzialità spazio-temporale: la Bielle Bienne della Zentralplatz e della Macelleria Rutz diventa una qualsiasi città; il lago, meta giornaliera delle peregrinazioni di Grief, diventa un ipotetico al di là, pieno di luce e silenzio, le ore e i giorni della settimana si confondono, mescolandosi in un tutt’uno scandito da pochi avvenimenti che, con infallibile precisione, si ripetono periodicamente.
All’interno di questo scenario simbolico e mutevole anche gli spostamenti di Grief acquisiscono nuovi e più profondi significati aprendo agli spettatori una finestra sul mondo interiore di un uomo qualunque, sulle sue paure, le sue convinzioni, i suoi pensieri.
Immaginatevi dunque uno spettacolo “strano”, la rappresentazione di un mondo e di una storia all’insegna della pluralità: tanti Grief, tanti luoghi e figure che escono dalla sua immaginazione e dai suoi ricordi, in uno scenario essenziale che invita a fantasticare e al ritmo di una musica evocativa e malinconica.

----Scheda tecnica------------------------------------------------------------

Spazio Minimo richiesto: 4x5m

Carico elettrico min.: 3 KW

Tempo montaggio e smontaggio: 75 min.

Durata: 1h 15 min.

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