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“Inferno”

Messa in scena dell’Inferno dantesco

Regia di Dario Valtancoli

 

Il pubblico è Dante.

Gli spettatori verranno messi in una condizione di partecipazione passiva allo spettacolo.

La Divina Commedia è una commedia, appunto. Quindi si sa che deve finire bene, deve avere un lieto fine. Invece, questa volta, qualcosa andrà storto. Gli spettatori (Dante) non riusciranno ad oltrepassare l’Inferno: l’aspettativa che verrà creata durante lo svolgimento dello spettacolo di arrivare in Paradiso verrà alla fine infranta. Dopo aver visto il diavolo, non verrà loro permesso dal diavolo stesso di proseguire oltre e così verranno invitati ad uscire.

Ciò vale come una provocazione, non fine a se stessa, ma per incentivare una riflessione del pubblico, una volta terminato lo spettacolo, in primo luogo sullo spettacolo stesso e in un secondo momento su ciò che ognuno ha di più caro: la propria vita.

Il viaggio di Dante è un viaggio sacro.Sacro nel senso che la causa di questa ricerca tocca gli strati più intimi dell’essere umano: la vita sulla terra, la morte, l’anima e la sua salvezza, il senso dello stare al mondo, i valori che fondano l’esistenza e la loro mancanza, lo smarrimento tra i piaceri terreni a discapito della felicità.

È sacro anche nel senso che è un viaggio voluto da Dio: piuttosto un viaggio alla ricerca di Dio. Quindi lo spettacolo come “viaggio” e ricerca di qualcosa di molto prezioso, essenziale, ma al tempo stesso sottile, difficile da vedere, ma facile da perdere di vista: la Via del Bene.

È questa la ragione del tentativo di messa in scena dell’Inferno dantesco: quella di cogliere l’occasione di una sfida con la nostra tradizione, di renderla ancora una volta viva per potersi confrontare con essa.

Sono contenuti innumerevoli archetipi nell’opera di Dante: è necessario un confronto, forse uno scontro con i valori a favore del risveglio della nostra coscienza.

Questa volta, il viaggio che Dante ha portato alla conclusione con successo, raggiungendo Dio in Paradiso, avrà un altro epilogo: forse ormai nei nostri giorni è tardi per un risveglio. Forse non può esserci salvezza. Forse non può più esserci speranza. La Speranza: questo è un tema fondamentale.

 

Tutto lo spettacolo lascia l’impressione di un sogno, un incubo: che possa scuotere gli animi al fine di fare riflettere… No! Niente lieto fine stavolta!

Descrizione stilistica:

Lo spettacolo prevede la condivisione di uno spazio comune tra attori e spettatori-partecipanti.

Esso non è pensato per far guardare dalla platea gli attori recitare. È dunque necessario un luogo (una sala, un luogo all’aperto, un palcoscenico abbastanza grande) che possa ospitare sia gli attori che gli spettatori.

Questi ultimi vengono fatti accomodare su 2 file di spalti da 20 posti l’uno, uno di fronte all’altro. Lo spettacolo avviene nello spazio che questi spalti creano. In questo senso gli spettatori sono anche partecipanti: gli spalti sono trattati dagli attori e dalla situazione scenica come se fossero i gironi dell’Inferno ed il pubblico vi è seduto dentro.

Lo spettacolo si basa sull’azione e sul testo: non prevede l’uso di proiezioni, o di musiche esterne, o l’uso complicato della tecnica di illuminazione. È uno spettacolo costruito sul lavoro dell’attore: l’azione. È dunque un approccio dinamico quello che caratterizza tutto lo spettacolo: si susseguono in continuazione immagini, suoni, testi, coreografie, momenti di recitazione e di acrobazie, tutto diretto alla stimolazione nell’immaginazione dello spettatore di luoghi, situazioni, sensazioni legate a quelle che sono descritte nell’opera di Dante. I testi utilizzati sono quelli originali: sono infatti presenti quasi tutti i 34 Canti, rappresentati nell’ordine voluto dallo scrittore.

Necessità logistiche:

È necessario che il pubblico prenoti i posti a sedere per la serata o l’occasione in cui l’ “Inferno” viene messo in scena.

Lo spettacolo viene messo in scena il numero di repliche necessario, nella stessa occasione, per far sì che tutti coloro che hanno prenotato possano vederlo (massimo tre volte per sera o occasione).

----Scheda tecnica------------------------------------------------------------

Numero Attori: 8

Musiche e testo non tutelati da diritti SIAE

Spazio Minimo richiesto: 4 x 5

Carico elettrico min.: 3 KW

Tempo montaggio e smontaggio: 2.30 min

Durata c.ca: 55 min

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