“Novecento, un racconto in musica” ha debuttato
nell’aprile del 1999 a Salamanca, Spagna ed è
già stato presentato diverse volte anche in Italia,
nelle provincie di Bergamo e Lecco.
Liberamente tratto dall’opera di Alessandro Baricco,
il testo dell’allestimento è stato modificato
nel corso degli spettacoli al fine di valorizzare gli aspetti
più strettamente teatrali della storia; la voce narrante,
alternandosi tra lettura e recitazione, riesce al contempo
a rendere dinamiche le parti narrative e a esaltare i numerosi
caratteri dialogici presenti nello stile di Baricco.
“Novecento” narra la vicenda umana ed artistica
di Danny Boodman T.D.Lemon Novecento, un pianista dalle
doti eccezionali che, pur passando la sua intera esistenza
sul Virginian, transatlantico che negli anni a cavallo delle
due guerre trasportava in America emigranti da tutto il
mondo, raggiunge la fama per la sua musica unica e straordinariamente
ricca di accordi.
A raccontare, attraverso un avventuroso flashback, la storia
di Novecento è Tim Tooney, amico del pianista e trombettista
per qualche anno della banda del Virginian, l’Atlantic
Jazz Band; la sua appassionata testimonianza spesso è
accompagnata da quella di altri personaggi che come fantasmi
emergono dal passato per dire la loro su quello strano individuo
e soprattutto “su quella sua musica infinita e magica
suonata sugli ottantotto tasti di un pianoforte in mezzo
all’oceano”.
E’ proprio la musica, suonata dal vivo ed in alcuni
casi composta per l’occasione il vero fondamento nonché
il filo conduttore dell’intero spettacolo che si sviluppa
su di un tappeto sonoro composto da ragtime, blues, jazz
classico a cui si aggiungono musiche popolari e qualche
brano di musica classica.
Al di là del mero ruolo di accompagnamento, tuttavia,
la musica come melodia arriva addirittura ad essere la vera
essenza, il principio fondamentale dell’intero allestimento
che nasce e viene spesso presentato come un concerto; due
sono infatti le melodie che si vogliono offrire al pubblico:
quella delle musica vera e propria, ultima traccia della
propria nazionalità che ogni emigrante del Virginian
si porta con sé, ultima ed unica carta di identità
che ancora ha valore per il mondo, e la melodia e la musicalità
delle parole dell’autore che in certi casi raggiungono
punte di autentica poesia.
Dal punto di vista tecnico lo spettacolo non presuppone
alcuna particolare struttura teatrale: trattandosi di musica
e parole raccontate, si prediligono spazi ridotti come bar,
caffè, circoli culturali dove gli attori hanno la
possibilità di interagire e coinvolgere il pubblico
nella narrazione.
La durata del tutto è di circa un’ora e trenta
minuti in cui verranno proposti una decina di brani musicali.
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Scheda
tecnica------------------------------------------------------------
Durata dello spettacolo: 100
minuti c.ca
Misure della scena: (adattabili)
La scena necessita di un normale carico elettrico (minimo
3KW )
Tempi di montaggio: 180 minuti c.ca
Tempo smontaggio: 120 minuti
c.ca