Raramente si incontra un uomo così geniale, così
energico, un uomo che con i suoi occhi da folletto, sappia
inspirare amore per la vita, l’azione e la verità.
Tra quelli che sembrano avere questa qualità straordinaria
c’è Fernando Arrabal. Il volto grassoccio e
tondo attraversato da rughe profonde e verticali e sparso
di punti di barba bianca, le sua mani piccole.... questo
vecchietto di settantanni conquista immediatamente chi gli
sta di fronte e il suo sguardo, la voce, quel continuo giocare
con le parole rivelano una mente fresca, sveglia, pronta
per la conversazione, il dibattito e perfino il litigio.
Arrabal ha avuto un’esistenza molto amara e difficile,
appartiene a quella generazione di spagnoli, nati sull’approssimarsi
della Guerra Civile (1936-39) che sono scampati alla barbarie
del conflittto ma hanno vissuto per intero l’altrettanto
estenuante esperienza della dittatura. Arrabal ha deciso
di allontanarsi dalla Spagna e nel 1955 se ne è andato
a Parigi dove Pic - Nic ha trovato la forma drammatica definitiva
e dove insieme alla moglie Luce Moreau (docente di letteratura
spagnola alla Sorbona e traduttrice al francese di tutti
i testi di Arrabal) vive attualmente.
Pic-Nic in campagna è una storia sull’assurdità
della condotta umana e tocca uno dei temi che specie in
questi giorni appartengono (o dovrebbero farlo) ai nostri
discorsi e alle nostre preoccupazioni: la guerra. Ma la
guerra la si tocca, la si avvicina in un modo arrabaliano,
privilegiando confusione e assurdità: quasi come
una dimostrazione matematica per assurdo, il drammaturgo
spagnolo parte dalla negazione dell’ipotesi e vaga
alla ricerca della negazione della tesi.
“Un uomo interrava i miei piedi nella sabbia. Spiaggia
di Melilla. Ricordo ancora le sue mani sulle mie ginocchia.
Avevo tre anni. E mentre il sole brillava, il cuore e il
diamante scoppiavano in infinite gocce di acqua. A Melilla,
la guerra civile scoppiò il 17 luglio e mio padre,
Fernando Arrabal, Ruiz, fu recluso due ore dopo, nella sua
casa e condannato a morte per ribellione militare. A volte
quando penso a lui, l’arancia e il cielo, l’eco
e la musica si vestono di sacco e di porpora. Nove mesi
più tardi la sua condanna fu commutata in trentanni
e un giorno di prigione. Ma io mi ricordo solo delle sue
mani sui miei piedi da bambino interratinella sabbia della
spiaggia di Melilla e quando lo ricordo il silenzio si riempie
di scale di ferro e di ali.”
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Scheda
tecnica------------------------------------------------------------
Numero Attori: 6
Musiche e testo non tutelati da diritti
SIAE
Spazio Minimo richiesto: 4x5m
Carico elettrico min.: 3 KW
Tempo montaggio e smontaggio:
3h